Chi sono :: Testi critici

Negli acquerelli e nei quadri di Sabrina Zappalà c’è quell’intimismo lirico – anche se talvolta pungente – dolcemente romantico che ho riscontrato in alcune pubblicazioni dell’amico Lodovico Gierut, tipo I cento arcobaleni, “... Il silenzio è un plenilunio di ricordi...”, o “... verso il tramonto rossastro, alla foce, sostavano sempre i pescatori col rezzaglio, in attesa dei muggini...”, su La mia Versiliana.
Anche se la tematica pare accentrata soprattutto sui “suoi” luoghi (vive a Forte dei Marmi e ha Studio in Pietrasanta), con una positiva e pressante tematica legata al mare, simbolo di vita e di continuazione, le nuvole caratterizzano un’espressione tessuta di toni grigi, di rosa e di azzurri, siglata da un’atmosfera perennemente sognante.
La sua pennellata fluida non si affida al caso, ma ne assembla le già ben conosciute caratteristiche tecniche espresse in noti spazi pubblici e in collezioni private di qualità; fiori o frutti come la rosa (la rigenerazione), la melagrana (l’aggregazione), o la mimosa (la metamorfosi) riempiono con ariosità un dipingere gioioso e mai statico...”.
Gionata G. Long

Firenze, 28 novembre 2011

Le immagini di Sabrina Zappalà si inseriscono nell'ambito di una narrativa tematica avente per oggetto paesaggi marini con imbarcazioni a vela.
Ciò che subito emerge è lo stile dell'Autrice che si caratterizza per la sua omogeneità strutturale e cromatica dove è altresì evidente il concepimento di una chiara idea primaria propedeutica alla fase operativa e ad essa preordinata; fase che, fondamentalmente, integra la motivazione e, quindi, il contenuto dell'opera nel suo complesso.
L'impressione immediata, inoltre, è quella di una interpretazione della realtà filtrata attraverso una sensibilità tipicamente femminile che lascia trasparire i tratti gentili di un animo ispirato dalla bellezza e dalla fantasia in un felice connubio con il processo logico del comporre.
La soluzione compositiva utilizzata, a schema classico, semplice e rigorosa, costituisce un valore visuale determinante ai fini di una intensa espressività estetica, in cui simmetrie, asimmetrie e posizioni centrali rappresentano, qui, fattori particolarmente importanti nel linguaggio contornuale.
Le linee ed i punti di fuga, sviluppati sulla diagonale, e la posizione in cui si trovano i soggetti principali rispetto allo sfondo naturale, sono i "segni" ed i simboli di uno sviluppo dinamico, configurazione, questa, coerente con le forme dei soggetti stessi e foriera di una condizione di tensione direzionale.
La linea dell'orizzonte, che divide opportunamente lo spazio in due settori di peso visivo differente, ci mostra nettamente il cielo non solo come spazio contenente elementi descrittivi ma anche come una "quinta" naturale che induce ad una più mirata osservazione - e valorizzazione - dello spazio sottostante.
Sabrina Zappalà, inoltre, affronta la scena con variegate soluzioni delimitative, ora con un formato rettangolare, ora con un formato quadrato o circolare (forme ritenute geometricamente perfette) o a semicerchio, conseguendo strutture significanti idonee ed incisive.
Da notare, infine, il peculiare sviluppo cromatico di armonie basilari e delicate, tale da regalarci emozioni intense e recondite malinconie, in cui lo spazio, la lontananza ed il tempo sembrano fondersi in un'aura di autentica poetica.
Marcello Ricci

Lido di Camaiore, 28 Dicembre 2011

Il termine francese "Trompe l'oeil" nel suo significato letterale, è "Inganno dell'occhio".
L'osservatore ha l'impressione di trovarsi di fronte non a un disegno, ma un soggetto reale che molto spesso rappresenta un'apertura su un colorato paesaggio.
Negli ultimi anni il Trompe l'oeil sta vivendo una fase di successo, preferendo opere curate nei particolari.
L' artista, in questo tipo di decorazione pittorica, esprime finalità diverse , molto sentite quali per esempio quelle di far sembrare più grande e più luminosa una stanza, di renderla meno anonima e di crearvi un particolare clima o stato d'animo.
Con la pittura a T rompe l'oeil si creano illusioni di spazio e materia, finestre su paesaggi immaginari, mari e cieli.
Inoltre vengono inseriti elementi architettonici: portici, arcate, finestre, logge e nicchie.
La realtà nei Trompe l'oeil non si limita alla sola rappresentazione dei paesaggi montani e marini, ma spesso comprende architetture, oggetti e superfici che nella realtà sono composti da materiali come il marmo, il granito la pietra il legno e la radica.
Le tecniche per imitare i materiali richiedono comunque pazienza e molta applicazione.
Filadelfo

Pietrasanta, 28 Febbraio 2004

La Decorazione Pittorica di Sabrina Zappalà

Grazie alla splendida 'finta realtà' dei dipinti a trompe l' oeil di Sabrina Zappalà veniamo trasportati in una dimensione magica, sospesa, quasi idilliaca. Larghi spazi verdi, boschi popolati di alberi di molteplici varietà, deliziose ghirlande di glicini e rose, giardini curati all'italiana, distese di mare turchino con soffici nuvole eteree e tranquille barche gonfie di vento: quando entreremo nella rustica Sala delle Grasce, sarà come entrare in una favola di Harry Potter, dove la magia di queste brillanti composizioni ci catturerà lo spirito.
Questa "decorazione pittorica", che usualmente riveste muri anonimi di altre gioiose visioni, segue in effetti precise regole di prospettiva lineare che, con un'accorta disposizione di luci e ombre, rende al massimo il senso del rilievo, così da dare allo spettatore un'illusione di realtà. Sabrina Zappalà sembra aver perfettamente fatto propria questa tecnica antica, di cui mirabili esempi rimangono ancora nei fasti tramontati delle famose ville pompeiane o in quelle più recenti del Veneto palladiano.
E come un artefice antico od un esperto pittore 'frescante' del Settecento, la Zappalà ravviva le nostre 'corti' con studiata leggiadria, rara e quasi unica in quest'epoca standardizzata di design minimalista.
Massimiliano Simoni

Pietrasanta, Febbraio 2004

 

Studio “Arte & Decori” di Sabrina Zappalà
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